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L’Alto Molise - una terra sospesa segreta nel tempo
Il Molise è la regione più piccola dopo la Val D’Aosta e, certamente , fra le meno conosciute della penisola. Un territorio estremamente ricco di storia e natura che senza clamori ha sputo conservare le sue tradizioni, gli incredibili sapori della “cucina povera” e, soprattutto, la dimensione umana del vivere.
L’antica terra dei sanniti , che qui come in nessun altro posto hanno lasciato ampie tracce della loro civiltà , è anche la regione dei castelli e dei paesi- roccia, del romantico e del barocco, dell’archeologia preistorica , romana e longobarda. Ma è anche la regione degli immensi spazi verdi, dei Tratturi, e delle vaste praterie e foreste dell’Alto Molise .

 
       
   
 

L’Alto Molise I TRATTURI

L’Alto Molise fin dall’antichità è stato interessato da feconde relazioni con le popolazioni limitrofe per via dell’attività’connesse alla pastorizia ed alla transumanza.
Così le antiche vie di comunicazione, i tratturi, i tratturelli e le stradine di collegamento locale, i siti archeologici ed i più antichi centri abitati costituiscono nell’insieme una complessa quanto omogenea struttura territoriale organizzata intorno ai centri maggiori e innervano tutto il territorio.
La discesa in pianura, e in parte avviene, seguendo le direttrici che dall’Abruzzo attraverso il Basso Molise conducono in Puglia, fino alla Capitanata.
I tratturi e i tratturelli sono visibili come fasce verdi, riconoscibili anche dalle essenze che vi crescono e che sono simili sull’intero percorso (per il trasporto di sementi da parte della mandria),alcuni rari termini collocati a seguito della reintegra frattura dalla presenza delle chiese, croci e muri a secco
che spesso ne delimitano i circa 111 m di larghezza media.

IL SISTEMA TRATTURALE IN MOLISE:

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Rionero - Isernia - Boiano – Sepino (parte del tratturo Pescasseroli – Candela – km 211)
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Rionero –Sannitico, frazione Montalto – Gambatesa (parte del tratturo Castel di Sangro – Lucera – Km 127)
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San Pietro Avellana - San Giuliano di Puglia (parte del tratturo Celano – Foggia – km 207 )
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Castel del Giudice – San Giuliano di Puglia (parte del tratturo Ateleta – Biferno –Sant’Andrea - Km 100 circa )
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Montenero di Bisaccia – San Martino in Pensilis (parte del tratturo Centurelle – Montesecco – Km 120)
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Montenero di Bisaccia - San Martino in Pensilis (parte del tratturo L’Aquila – Foggia – km 244 circa).
   
  Tratturelli minori (tratturelli – bracci)
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Ururi –Serracapriola (tratturello)
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Castel del Giudice - Sprondasino - Pescolanciano (tratturello)
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Centocelle - Cortile - Matese (braccio).
 
 
   
 

SANTUARIO E TEATRO ITALICO - PIETRABBONDANTE

Il teatro – tempio di Pietrabbondante – mirabile esempio di teatro d’altura in cui solitamente in estate vengono allestite anche rappresentazioni teatrali – rappresenta la più grandiosa testimonianza della civiltà sannitica che in Pietrabbondante è attestata sin dal V sec. a.C. dalla necropoli della Troccola su Monte Saraceno, cui cima è circondata da una fortificazione a muri poligonali del IV sec. a.C. per esser ritoccato nel III sec. a.C. dopo essere stato distrutto nel 217 a.C. da Annibale (secondo quanto sostenuto da alcuni storici), il complesso monumentale si pone senz’altro quale primo esempio di tempio coperto che andò a sostituire i boschi o le zone cintate all’aperto come luogo di culto per i Sanniti.

L sforzo maggiore fu tuttavia profuso nella costruzione del complesso sito a circa 55 metri a sud del tempio A, dove venne realizzato dapprima il teatro (fine II sec. a.C.) ed in seguito il tempio grande, cosiddetto tempio B (I sec. a.C.). L’intero complesso architettonico ricalcò le tipologie ellenistiche in uso nei teatri della vicina Campania.

La prima fase di scavi iniziò a partire dal 1840, con i Borboni, e si protrasse fino 1913: in questa fase furono scoperti il tempio A e il teatro. In questi stessi anni gli scavi furono visitati e studiati da importanti studiosi della classicità quali Mommmsen, il Friedlander ed il Maiuri. A partire dal 1959 gli stessi furono ripresi dall’allora Ispettore presso le antichità dell’Abruzzo e Molise Adriano La Regina, sotto la cui direzione venne riportato alla luce il tempio B e si provvide alla sistemazione dell’intera area. Nel 2001 la soprintendenza di Roma dello stesso Adriano La Regina – tra i più importanti sannitologi contemporanei - con la supervisione della Soprintendenza del Molise ha riaperto i cantieri nel sito di località Calcatelo per procedere alla ricostruzione dell’assetto originario del teatro grazie a recupero, numerazione e ricollocazione dei circa 400 blocchi di pietra grigia locale sparsi nell’intera area.

 
 
ultimo agg. 18-Apr-2011 Copyright ©2007/2011 - Innovation Group , all rights reserved  Area Riservata